L’Università degli Studi di Catania e l’Open Access

 
L’adesione
L’Università degli Studi di Catania aderendo alla Dichiarazione di Messina  ha sottoscritto la  Dichiarazione di Berlino (English version) a sostegno dell’accesso aperto alla letteratura scientifica.
L’adesione al movimento Open Access costituisce, come dichiara il Prof. Vincenzo Milanesi,  “una nuova via di accesso alla conoscenza”. Proprio per questo, continua il Prof. Milanesi, “la Commissione CRUI per le Biblioteche di Ateneo intende promuovere la diffusione delle pubblicazioni Open Access nel sistema universitario italiano al fine di diffondere i benefici che derivano dal ricorso a forme di editoria elettronica ad accesso aperto”.
L’Università ha, pertanto, inserito fra i principi generali del proprio Statuto all’art. 1, punto 10 che l'Ateneo "fa propri i principi dell'accesso pieno e aperto alla letteratura scientifica e promuove la libera disseminazione in rete dei risultati delle ricerche prodotte in Ateneo, per assicurarne la più ampia diffusione", secondo quanto indicato anche nella “Road Map 2014-2018” del decennale della Dichiarazione di Messina del 3/4 novembre 2014 (adesioni).
 
L’Open Access
L’Open Access consiste in un insieme di iniziative sviluppate per dar voce a nuovi modelli editoriali caratterizzati da una libera disseminazione condivisa del sapere scientifico.
Le pubblicazioni Open Access (“Open access is a property of individual works, not necessarily journals or publishers”) devono in sostanza soddisfare alcune condizioni:
 
  1. L'autore(i) ed il detentore(i) dei diritti relativi a tale contributo garantiscono a tutti gli utilizzatori il diritto d’accesso gratuito, irrevocabile ed universale e l’autorizzazione a riprodurlo, utilizzarlo, distribuirlo, trasmetterlo e mostrarlo pubblicamente e a produrre e distribuire lavori da esso derivati in ogni formato digitale per ogni scopo responsabile, soggetto all’attribuzione autentica della paternità intellettuale (le pratiche della comunità scientifica manterranno i meccanismi in uso per imporre una corretta attribuzione ed un uso responsabile dei contributi resi pubblici come avviene attualmente), nonché il diritto di riprodurne una quantità limitata di copie stampate per il proprio uso personale.
  2. Una versione completa del contributo e di tutti i materiali che lo corredano, inclusa una copia della autorizzazione come sopra indicato, in un formato elettronico secondo uno standard appropriato, è depositata (e dunque pubblicata) in almeno un archivio in linea che impieghi standard tecnici adeguati (come le definizioni degli Open Archives) e che sia supportato e mantenuto da un’istituzione accademica, una società scientifica, un’agenzia governativa o ogni altra organizzazione riconosciuta che persegua gli obiettivi dell’accesso aperto, della distribuzione illimitata, dell’interoperabilità e dell’archiviazione a lungo termine.

Il progetto Sherpa/Romeo presenta un'autorevole rassegna delle politiche di accesso ed auto-archiviazione praticate da numerosi editori.

ArchivIA 
Nel 2010 il progetto dedicato alla creazione del deposito istituzionale si è concretizzato con la nascita di ArchivIA - Archivio Istituzionale ad Accesso Aperto dell'Università degli Studi di Catania che si propone l’obbiettivo di raccogliere e rendere disponibile in formato elettronico la produzione scientifica dell'Ateneo.
E' un'iniziativa del Centro Biblioteche e Documentazione, in collaborazione con il CEA ed il centro di ricerca TIMAD ed è realizzata nell'ambito del progetto U4U (programma ICT4University/Università digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per la digitalizzazione della p.a. e l'innovazione tecnologica).
La prima fase del progetto ha previsto, in collaborazione con l'area della Didattica, la pubblicazione delle tesi di dottorato discusse nell'anno accademico 2009/2010, in conformità alle delibere n. 60 - 2009/2010 del Senato Accademico e n. 66 - 2009/2010 del Consiglio di Amministrazione.  Il processo di archiviazione segue le Linee guida per il deposito delle tesi di dottorato negli archivi aperti, elaborate dal Gruppo Open Access della Crui.

Estratto dalla delibera del Consiglio di Amministrazione n.66 del 6.11.2009
"[...] E' opportuno che il nostro Ateneo provveda a disciplinare la questione nel regolamento per i corsi di dottorato di ricerca, inserendo all’art.23 comma 7, la dicitura proposta dalla CRUI nelle linee guida sopra citate: "Il rilascio della certificazione del conseguimento del titolo è subordinato al deposito, da parte dell’interessato, della tesi finale dell’archivio istituzionale d’Ateneo ad accesso aperto, che ne garantirà la conservazione e la pubblica consultabilità".

Art. 23, comma 7: "Il titolo di dottore di ricerca, a giudizio insindacabile della commissione, si consegue all’atto del superamento dell’esame finale ed è conferito dal rettore e può essere ripetuto una sola volta; l’università sede d’esame, a richiesta degli interessati, ne certifica il conseguimento. Il rilascio della certificazione del conseguimento del titolo è subordinato al deposito, da parte dell’interessato, della tesi finale nell’archivio istituzionale d’Ateneo ad accesso aperto, che ne garantirà la conservazione e la pubblica consultabilità. Successivamente al rilascio del titolo, l’università medesima cura il deposito legale, in forma elettronica, presso le Biblioteche nazionali di Roma e Firenze. Il deposito della tesi può essere ritardato fino a un anno, su richiesta dell’interessato, per motivi di copertura brevettuale".

ArchivIA è un'installazione del software open source DSpace e rispetta le specifiche di protocollo OAIS (Open Archival Information System) per la conservazione dei contenuti digitali. Ulteriori personalizzazioni dell'archivio sono in corso di realizzazione.

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